C’erano una volta, tanto tempo fa, all’incirca nell’ottobre 1979, tre amici diciassettenni, appena usciti dal gruppo scout Frattamaggiore 1: Camillo Del Prete, Pietro Salvato e Antonio “Giorgio” Venturelli. Avevano una gran voglia di continuare a “giocare il gioco” dello scoutismo, meglio se nel loro paese, Grumo Nevano! Dovete sapere che lo scoutismo è come una malattia che ti prende e non ti lascia immunità, l’entusiasmo che ti porta dentro si può affievolire, ma non muore mai: i tre diciassettenni erano seriamente “ammalati” di tutto ciò, per cui, anche se usciti, volevano proprio “ricominciare”. Il Parroco Don Alfonso D’Errico diede fiducia (e tanto altro ancora) al gruppetto e quindi ci fu la “frittata”: una sede, alcuni ragazzi spontaneamente raccolti, qualche adulto di supporto (compresi i genitori dei tre, che non capivano tanto entusiasmo, ma si adeguarono), le riunioni, l’uniforme, il foulard (sembra proprio di rileggere la storia dello scoutismo di cento anni fa, quando sorsero gruppi spontanei in tutta l’Inghilterra e poi nel mondo, come una epidemia inarrestabile!). “E i cattivi dove sono?”, direte voi. “Nelle fiabe non mancano mai!” Eccoli qua: un mese e….. “ALT!”, arriva lo STOP dagli organi associativi dell’AGESCI (con minaccia di denuncia ai Carabinieri!) che, ovviamente, informati da qualcuno che “voleva tanto bene” ai tre (da Frattamaggiore? Voi che pensate?), non potevano certo permettere che alcuni minorenni fondassero un gruppo scout AGESCI così…. senza firmare carte e “cartuscelle” e, somma bestemmia, senza l’autorizzazione SUPREMA dei Responsabili Regionali. E il cavaliere buono, quello che salva i poverini? C’è anche quello! “Sir” Gianfranco Garattoni (somiglia anche un po’ a Baden Powell) allora capo gruppo del Frattamaggiore 1, contro la volontà di molti, “monta sul suo bianco destriero” e corre in loro aiuto: li rifocilla, li disseta e gli tira su il morale (oramai sotto terra per lo spavento, a causa dei SOMMI responsabili regionali). Ma che può fare contro la loro LEGGE? Eppure gli sono simpatici, andrebbe lui stesso a fare il capo a Grumo, ma non può proprio (famiglia, lavoro, gruppo scout, ecc.) e poi un gruppo nuovo richiederebbe un “trasferimento di residenza” vero e proprio per la grossa mole di impegni da prendersi. Sarà anche questa favola a lieto fine? Ed ecco l’idea BRILLANTE (quella che viene solo ai buoni quando tutto sembra perduto, sull’orlo del precipizio): chiamare rinforzi. ’NA PAROLA! Chi? I SOMMI responsabili regionali? Macché, verrebbero con i Carabinieri! Qualche capo del gruppo di Frattamaggiore? Giammai verebbero (ma qualcuno al loro funerale si!). Come un prestigiatore Sir Gianfranco Garattoni tira allora fuori dal cilindro il Jolly: chiedere a Antonio (Tonino) Esposito, tanto “malato” anche lui di scoutismo fino a qualche mese prima, se fosse ancora in preda del “sacro furore scout” e fosse disponibile a ritornare a mettere i calzoncini corti ed il foulard, per contribuire alla nascita del nuovo gruppo. EUREKA: così andò e si ricominciò a parlare di scoutismo a Grumo Nevano. TRENTA ANNI FA! I successivi furono anni di grandi sacrifici (figuratevi che Tonino, abitante a Frattamaggiore, tutte le sera diceva di tornare a casa e puntualmente sbagliava….. perché tornava in sede alla Purità o all’ex-Mendicicomio) e ai “pionieri” si aggiunsero man mano Costantino Caporale, Giusy Pezzullo, Lina Bencivenga e il grande Don Gaetano Scarano, che, con una pazienza infinita e l’aiuto del sempre presente Don Alfonso D’Errico, contribuì non poco a “convertire” al Cristianesimo tutti quei ribelli che “osarono” iscriversi di volta in volta nel gruppo scout Grumo Nevano 1. Il narratore a questo punto si scusa perchè non riesce a citare tutti i “ribelli”, ma sarebbe un elenco lunghissimo (di almeno un paio di migliaia di persone, tra adulti e minori) che hanno vissuto insieme questa bella favola ricca di tanti altri episodi più o meno significativi, ma tutti belli e gioiosi. Il 7 Gennaio 1982, (c’era Roberto Bob Carbone come “compare” )con la festa evento AGESCI Grumo's Day, si sancì la nascita ufficiale dell' AGESCI Grumo Nevano I° che scelse come foulard il fazzolettone dallo sfondo grigio chiaro con strisce laterali turchese e blu, considerato tra i più belli d'Italia,che tutt’oggi abbiamo al collo.E’ tutto finito? MACCHE’ l’avventura continua……..